La rubrica Recensioni in Rosa di  Alessandra Carminati questa volta ci fa conoscere il romanzo “The Girls I’ve Been” di Tess Sharpe. Una storia intrigante, una trama insolita e ricca di colpi di scena che si basa sulla scelta di una protagonista a dir poco camaleontica. Non stupisce che Netflix stia già lavorando a un adattamento per lo schermo…

The Girls I’ve Been. Se pensi di conoscermi ti sbagli” è un libro di Tess Sharpe, edito a luglio 2023 da Sperling & Kupfer.

Una storia originale, caratterizzata da una prosa incalzante e da un’idea di partenza davvero insolita, ovvero quella di puntare tutto su una protagonista camaleontica che ha molto da nascondere e che si muove costantemente su un terreno ambiguo, in fuga da un passato che le ha insegnato a cavarsela interpretando di volta in volta il ruolo che più si addiceva alle circostanze.

Inutile dire che la storia ha avuto un successo tale da stuzzicare l’interesse di Netflix che sta lavorando all’adattamento cinematografico. Un adattamento che prevede nel cast, nel ruolo della protagonista, la talentuosa e ormai conosciuta Millie Bobby Brown.

Un talento per la menzogna…

La giovanissima Nora O’Malley dice di sé stessa di essere “venuta al mondo con una menzogna sulle labbra e la capacità di intortare chiunque”.

Fin da piccolissima ha dovuto fare da spalla alla madre, una donna egocentrica e una truffatrice professionista, specializzata nello scovare polli da spennare, nel raggirare le sue vittime con una nonchalance degna della più provetta attrice.

Nora è stata parte attiva e integrante delle truffe della madre, assumendo di volta in volta identità e personalità diverse: è stata Rebecca, Samantha, Haley, Katie, Ashley…

Almeno fino a quando, a dodici anni, si è lasciata tutto alle spalle grazie all’aiuto della sorella Lee, molto più grande e da tempo già sfuggita alle grinfie e alle truffe organizzate dalla madre.

Tutti questi particolari, tuttavia, li scopriamo piano piano. Quando facciamo la sua conoscenza, all’inizio del romanzo, Nora è semplicemente Nora, da cinque anni ormai ha assunto questa identità e conduce una vita tranquilla con la sorella Lee. Sta recandosi in banca con l’ex ragazzo (Wes) e l’attuale ragazza (Iris) per una semplice commissione che potremmo definire quasi di routine.

Peccato che, una volta in banca, lei e i suoi amici si ritrovino a essere ostaggi di rapinatori particolarmente violenti e imprevedibili.

In questa situazione complicata Nora farà appello a tutta la sua abilità e alla sua scaltrezza per cavarsi d’impiccio e, soprattutto, per salvare le persone che ama.

In fondo, lei non è soltanto Nora, ma è la somma di tutte le ragazze che è stata e di tutto quello che queste le hanno insegnato.

Tempo di mettere alla prova i suoi talenti.

Due piani temporali

Se da una parte l’azione si concentra sul “qui e ora”, vale a dire sulla situazione degli ostaggi all’interno della banca, sulle motivazioni dei due rapinatori, sui tentativi più o meno riusciti di rimanere un passo avanti a loro e di capire cosa davvero stiano cercando di ottenere, dall’altra la narrazione ci offre dei flashback piuttosto ampi che ricostruiscono pezzo dopo pezzo il passato di Nora.

Il difficile rapporto con la madre che ha sempre usato la figlia per i suoi scopi, inflessibile nell’aspettarsi fin da subito il massimo da Nora e poco pronta a perdonarle errori. Le sue prime interpretazioni: la figlia perfetta, la piccola debole e incapace di reagire alle angherie dei bulli (almeno fino a quando la parte lo richiedeva), fino alle ultime, più difficili e dolorose.

Se nel presente Nora, aiutata da Wes e Iris, valuta diverse alternative per uscire dal pasticcio in cui si trovano e si mostra sicura di sé e piena di risorse, nel passato la vediamo alle prese con difficoltà a volte troppo grandi da gestire per una bambina, difficoltà che l’hanno portata a essere quello che è oggi.

La trama poi si snoda sempre più magistralmente con l’aggiunta di ulteriori piani spaziotemporali: fuori dalla banca Lee cerca di aiutare la sorella, mentre all’interno Nora, Wes e Iris hanno modo di conoscersi meglio e di essere finalmente totalmente sinceri tra loro. Nora svela a Iris (Wes già li conosce) i suoi segreti, emergono dettagli sul passato di Nora e Wes, dettagli che forniscono al forte legame che li unisce una maggiore concretezza e, in generale, si delinea un quadro più completo dei rapporti tra i tre ragazzi.

Chi è veramente Nora?

L’ultima “parte” interpretata da Nora è quella che l’ha portata alla fuga, al chiedere aiuto alla sorella e a gettarsi tutto alle spalle, ma anche a far finire sua madre in galera.

L’ultimo marito della madre si era rivelato un vero e proprio criminale, nonché un violento pericoloso.

Un uomo però di cui la madre di Nora si era innamorata davvero, con tutte le complicazioni del caso.

Improvvisamente la truffa aveva perso il suo fascino, difficile truffare un truffatore e poi, dato che l’amore aveva preso il sopravvento, il resto (Nora compresa) era passato in secondo piano.

Nora si era quindi ritrovata a essere bloccata nella sua ultima identità, quella che la voleva chiamarsi Ashley, e a temere per la sua vita.

Unica via di salvezza: fuggire e far in modo di fornire alle autorità prove sufficienti per mettere dietro le sbarre sia sua madre che il suo patrigno.

Da cinque anni Nora fa di tutto per non essere rintracciata, la vendetta del patrigno che ancora la cerca (il suo potere in prigione non sembra essere diminuito), è una ragione forte abbastanza da farle tenere un basso profilo.

Eppure… eppure svelarlo ai rapinatori potrebbe essere una mossa astuta per salvare gli ostaggi, in fondo la ricompensa offerta dal suo patrigno farà sicuramente gola a molti.

Una decisione azzardata forse, ma anche l’unica possibile per cercare di ribaltare la situazione.

A questo punto il ritmo della narrazione si fa più incalzante: negli ultimi capitoli ricostruiamo finalmente gli ultimi pezzi mancanti del puzzle che è il passato di Nora e la sua storia e, nello stesso tempo, raggiungiamo quasi tenendo il fiato il rocambolesco finale che la vede avere la meglio su chi l’aveva presa in ostaggio.

È davvero la fine?  

I “nostri” sono sani e salvi, i rapporti tra loro si sono persino fortificati, i segreti sono stati più o meno affrontati…

Sembrerebbe giunto il tempo di mettere la parola fine al romanzo ma qualcosa ancora resta in sospeso.

Nora ha reso nota la sua identità e il patrigno potrebbe ora trovarla. Vale la pena cambiare ancora nome, fuggire?

Vale la pena indossare di nuovo il suo vero nome, quello che fino all’ultima pagina neppure chi legge conosce?

O si tratterebbe solo di un altro nome che non le appartiene davvero?

Una cosa è certa, Nora deve anche affrontare sua madre e lo fa visitandola in prigione, interpretando per l’ennesima volta un ruolo diverso dal suo e mostrando le sue carte.

Non è una sprovveduta e ha ancora ben più di qualche asso nella manica a disposizione.

In fondo, lei è Rebecca, Samantha, Haley, Katie, Ashley ma, soprattutto, è Nora.

Un finale del genere si presta ovviamente a un seguito (infatti Tess Sharpe lo ha già scritto, il titolo è “The Girl in Question”), visto e considerato che la minaccia del patrigno, seppur in carcere, è piuttosto concreta.

In effetti, personalmente non mi dispiace l’idea di seguire Nora nella sua prossima avventura, nel vederla finalmente affrontare il passato conoscendo già la sua storia.

Ho anche apprezzato lo stile della Sharpe: diretto e capace di toccare diversi registri e toni.

Nel libro si ride, si piange, ci si indigna, si resta con il fiato sospeso, il tutto passando velocemente da una frase all’altra.

Ho apprezzato anche la consapevolezza della seppur giovane protagonista: quello che è ora, è la somma di tutto quello che è stata, delle esperienze che ha avuto, di quello che ha affrontato.

A pensarci bene, è un concetto che vale per tutti noi. Certo, per Nora si trattava di personalità assunte suo malgrado per aiutare la madre nei suoi raggiri e nelle sue truffe ma in fondo anche ognuno di noi, crescendo, cambia e impara da quello che affronta. Si diventa meno ingenui, o più coraggiosi o, semplicemente, ci si ascolta meglio per capire chi si è davvero.

 

Alessandra Carminati