In questo appuntamento di MeetTheSpeaker scopriamo la storia e la visione di Elisabetta Purlalli, Executive Vice President, Head of LNG Equity Valorization di Eni con oltre 20 anni di esperienza nel settore energetico.
Sul palco del WXI Summit 2025 ha portato uno speech dedicato a come maternità e leadership possano andare a braccetto, rafforzandosi a vicenda.

Nella tua esperienza, in che modo maternità e leadership si arricchiscono a vicenda?
Maternità e leadership sono due percorsi che, nella mia esperienza, si incontrano spesso e si rafforzano reciprocamente. Apparentemente sembrano mondi paralleli, ma in realtà condividono molto: la capacità di ascoltare, comprendere, mediare, trovare soluzioni alternative e adattarsi alle circostanze. Tutto ciò che ho imparato come madre: dalla gestione delle priorità alla pazienza, dall’organizzazione alla flessibilità, mi ha resa una manager più consapevole ed efficace. Allo stesso modo, l’approccio analitico e strategico maturato nel lavoro mi ha aiutata nella vita familiare. Ritengo che la maternità sia una scuola straordinaria di leadership quotidiana.

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel coniugare ruoli così diversi e come l’hai superata?
La sfida più grande è stata mantenere le promesse fatte ai miei figli, anche quando il lavoro mi portava lontano. Ricordo in particolare un viaggio all’estero, durante il quale un vulcano – inattivo da secoli – decise di eruttare proprio mentre dovevo rientrare a casa. Ero bloccata in aeroporto, mi sono sentita impotente, ma determinata a deluderli. Alla fine, dopo numerose peripezie ed espedienti, ce l’ho fatta: sono tornata a casa da loro, come promesso.
È stata una lezione preziosa: le difficoltà possono insegnarci molto sulla forza interiore, sulla gestione degli imprevisti e sulla fiducia.
Le soft skill sviluppate nella vita privata (empatia, resilienza, problem solving) come hanno trasformato il tuo modo di guidare i team in azienda?
Non distinguerei tra vita privata e professionale: le soft skill crescono intrecciando entrambe. L’empatia, la resilienza, la capacità di affrontare i problemi con equilibrio e creatività sono qualità che si allenano ogni giorno, in famiglia come sul lavoro. Una palestra continua che ci permette di diventare leader migliori, capaci di riconoscere il valore del contributo altrui e di valorizzare la diversità dei punti di vista.

Se dovessi dare un consiglio a una giovane donna che sogna una carriera da leader, quale sarebbe?
Vivi ogni esperienza come un’occasione per imparare, mettiti alla prova, accetta anche l’errore come parte del percorso. Essere donna, madre e professionista non significa rinunciare a qualcosa, ma imparare a organizzarsi, a distribuire le energie e a trovare equilibrio. È un cammino impegnativo, ma lo sforzo ripaga sempre, perché insegna a conoscersi meglio e a credere nelle proprie possibilità. Il mio consiglio è semplice: non sentirti obbligata a scegliere.
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