La rubrica Diversity & Inclusion curata da Monica Deledda invita ad una comunicazione sempre più inclusiva. Nella rubrica si susseguiranno uomini e donne che ci racconteranno la loro visione sul tema portandoci all’interno della loro vita o del loro brand e permettendoci di conoscere a fondo il tema.

Per questa rubrica ho avuto il piacere di intervistare Sambu Buffa, Fondatrice dell’@academyantirazzista, una giovane donna afro discendente che vive in Italia da diversi anni. In questo momento si occupa di strategie di Marketing con un focus particolare su inclusione e diversità.

Sambu Buffa

Dal 2020 circa crea contenuti di questo tipo focalizzandosi sul ramo del marketing e del digitale. Prima di questa esperienza, aveva un profilo YouTube Beauty dedicato al make-up per le persone con la pelle più o meno scura.

Inoltre con la sua Accademia si occupa anche di organizzare corsi con l’intento di decostruire il razzismo.

Quando si parla di inclusione, spesso ci si riferisce a persone con disabilità, al genere femminile, a chi non ha la pelle bianca e tutte le altre caratteristiche di una persona non vengono quasi mai prese in considerazione.

Sambu, con un corso che partirà a breve che si chiama “Dall’anti razzismo all’inclusione” andrà ad analizzare ciò che accade all’interno di questi movimenti, specificando che lei, ad esempio, è una donna, ma anche una persona nera e queste cose non possono essere divise.

Riuscire a portare questa analisi nei processi di assunzione, nella comunicazione, nel marketing, nella creazione dei team di lavoro è diventato il suo mantra.

Nella nostra chiacchierata abbiamo anche trattato un altro tema: L’esistenza di troppe parole per definire qualcosa o qualcuno non è esagerato?

“Ma perché? Avere molte parole per definire qualcosa o qualcuno ci permette di dare un nome alle cose e alle persone ed è una cosa che ha molto a che fare con l’identità comunitaria e societaria di ognuno di noi. Ma soprattutto si educa la società ad usare nomi, pronomi e di conseguenza le parole giuste.”

Un video che spiega bene ciò di cui stiamo parlando :

https://www.youtube.com/watch?v=AEmL8ggYDxQ

“Una volta a tutto questo non si prestava attenzione, le persone se ne fregavano, semplificavano e di conseguenza ha preso il sopravvento l’economia delle parole. Le persone ora vengono categorizzate basandosi su canoni di una società patriarcale, eteronormale, abilista, bianca e tutto quello che esce fuori dal canone e obbliga le persone a -imparare- e di conseguenza a concedere un diritto (un pronome, chiamare un ragazzo che vuole cambiare genere con il suo nuovo nome) che molto spesso non vogliono dare.”

Sambu parla anche di Decostruzione e ci spiega che dove c’è un pregiudizio possiamo e dobbiamo lavorarci.

Tantissimi sono gli argomenti che abbiamo trattato nell’ intervista, uno tra i quali proprio il progetto color carne che sottolinea quanto il “color carne” per ognuno di noi abbia un’accezione diversa. Nel cervello delle persone il color carne è spesso associato ad una persona bianca.

Ci siamo confrontate sul nostro colore di pelle durante l’intervista.

Io, Monica, che ho una carnagione molto chiara, non avrò difficoltà nel trovare la mia tonalità. Se Sambu chiede un color carne, invece, pochissime saranno poche le aziende che avranno un color carne adatto a lei.

Sambu vi aspetta sul suo sito e sul suo profilo Instagram:

Sito web: www.sambubuffa.it

Instagram: Sambu Buffa 

 

Monica Deledda


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