Letizia, raccontaci qualcosa in più su di te e sulla tua interessante carriera.
«Raccontarsi non è mai semplice anche se, devo riconoscere che si tratta di un passaggio fondamentale per contestualizzare le proprie esperienze ed aumentare il senso di quello che facciamo e che siamo. Al di là dei ruoli, voglio descrivere la mia carriera partendo da un’angolazione ben precisa: tutti i più importanti traguardi professionali della mia vita li ho raggiunti dopo la maternità. La mia Costanza, nove anni fra una manciata di giorni, sta toccando con mano quanto lo studio, l’esperienza, la gavetta, siano stati e continuino ad essere fondamentali nella vita professionale della sua mamma.
Dopo la sua nascita, nel 2013, sono diventata la più giovane dirigente del sistema Coop, ricoprendo la carica di Direttore Patrimonio e Direttore Tecnico di Unicoop Firenze. Oggi sono Partner e General Manager di Svicom SpA Società Benefit, una delle realtà più dinamiche del Real Estate italiano. Al mio fianco ho un team di circa 150 professionisti, molte donne (53% del team) e tanti giovani (età media 40 anni); una squadra che guido con grande orgoglio ed entusiasmo.
Il mio percorso professionale passa anche attraverso un’intensa attività di studio ed analisi, che porto avanti con meticolosa cura e dedizione. Dopo la laurea con lode in Lettere e Filosofia presso l’Università di Firenze ed il Dottorato di Ricerca, continuo infatti ad arricchire ed ampliare le mie competenze attraverso gli executive program di SDA Bocconi e Politecnico di Milano. Rispondere ai cambiamenti e alle evoluzioni del mercato anche attraverso un costante adeguamento dei propri saperi è fondamentale, a tutti i livelli»
Cosa diresti alla te di dieci anni fa? E alla te del 2031?
«Alla Letizia di dieci anni fa vorrei dire che il tempo è una risorsa inestimabile, capace di nutrire gli obiettivi della vita personale e professionale. Non bisogna aver fretta ma nemmeno cedere il passo. Impegno e passione segnano l’equilibrio e definiscono l’andatura verso la direzione che hai scelto. La Letizia del futuro, invece, sa già quel che penso e quello che vuol fare. Voglio restituire il mio bagaglio di esperienze, il mio know-how ai tanti giovani talenti con cui quotidianamente lavoro e che sicuramente incontrerò anche in futuro. Cambierà la prospettiva del mio lavoro e, ancora una volta, cambierà il passo. Nel 2031, con una seniority ancor più solida, mi piacerebbe avere un ruolo attivo nelle attività di mentoring delle prossime generazioni di professionisti del Real Estate »
Dacci una piccola anteprima del tuo speech per l’evento.
«Il legame a doppio filo fra Real Estate e innovazione sarà il tema centrale del mio speech. Il Retail Real Estate, in particolar modo, sta cambiando accostandosi all’innovazione tecnologica e digitale in modo trasversale: nelle fasi di raccolta e analisi dei dati che riguardano gli asset, nelle attività di facility, energy e mall management, nell’interpretazione del design delle strutture e nell’interazione con l’utente finale, solo per citare alcuni esempi di questo profondo cambiamento.
Svicom è uno dei player più dinamici e attivi nelle iniziative di transizione digitale a favore di tutta l’industry. In risposta ad una nuova visione Smart Real Estate, il Gruppo oggi dispone di un ecosistema digitale che integra diversi sistemi e piattaforme (di proprietà o in licenza) in grado di dialogare fra loro e generare un flusso univoco di dati ed informazioni che rendono più efficiente la gestione di ogni asset»

Per WomenXImpact, l’empowerment femminile è un tema molto importante. Cosa ti fa sentire “empowered” nella tua vita personale e professionale?
«L’essere stata scelta quest’anno fra le 100 Top Women di Forbes Italia – top list celebrativa delle figure chiave che si sono distinte a livello nazionale per inventiva, impegno e capacità di leadership – mi fa sentire “empowered” ed orgogliosa di rappresentare l’universo femminile del top management nel Real Estate italiano, seppur ancora molto circoscritto. L’empowerment femminile è pertanto un tema cruciale anche nel nostro settore e spesso, quando ne parlo, lo faccio citando l’immensa Margherita Hack che, nelle sue conversazioni sul ruolo della donna nel mondo della Scienza, esordiva con: “Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire.”
La conoscenza è infatti lo strumento più inclusivo di cui oggi disponiamo, per evitare di essere ingabbiati in presupposti culturali, sociali e ruoli già determinati. Alle persone che come me, hanno l’opportunità di raccontare l’impatto del proprio lavoro e delle proprie esperienze personali e professionali (in contesti e “palcoscenici” in grado di amplificarne la portata), resta il dovere di supportare e (magari) ispirare le future generazioni di donne »
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