Benvenuti nel format “Meet the Speaker”, un’occasione per approfondire il percorso professionale degli speaker che saranno presenti al WomenX Impact Summit 2023.

Oggi intervistiamo Oriana Piampiano, Digital Product Designer @ Eni.

Oriana-Piampiano

Quali sono state le tappe della tua carriera che ti hanno permesso di ricoprire il ruolo di Digital Product Designer?


Procedendo a ritroso la prima tappa significativa che mi ha portato a diventare Digital Product Designer è stata l’esperienza accademica. La laurea in Design del Prodotto e della Comunicazione allo IUAV mi ha consentito di confrontarmi con la progettazione dei prodotti- non solo digitali – con un approccio olistico e con un’attenzione particolare verso l’interazione tra l’utente e il prodotto stesso. Queste conoscenze sono poi state fondamentali quando mi sono affacciata nel mondo del lavoro, curando prima la User Interface e passando poi alla progettazione dell’esperienza utente. Le realtà aziendali con cui mi sono interfacciata fino ad ora, inclusa l’attuale esperienza in Eni, hanno sempre più ampliato il grado di azione del mio operato, coinvolgendomi in attività per le quali curare ogni fase della progettazione dalla raccolta dei requisiti fino alla delivery del prodotto. 

 

Quali sono le sfide specifiche che hai affrontato nella progettazione di prodotti digitali? Come le hai superate e quali lezioni hai imparato da queste esperienze?


Quella più ricorrente e più insidiosa è senza dubbio “conoscere gli utenti per cui stai progettando”. Una sfida del genere penso sia impossibile da superare in termini assoluti, ogni prodotto digitale ha le sue peculiarità, così come gli utenti a cui questo è rivolto. Per quanto, quindi, sia inverosimile presumere di conoscere tutti gli utenti per cui stiamo progettando, è senza dubbio plausibile fare in modo di conoscere la gran parte di essi e i loro bisogni. Ci vengono in aiuto, come designer, numerosi strumenti di ricerca e valutazione, che ci supportano nel rendere i prodotti che rilasciamo effettivamente people-centric. Pertanto penso che la vera sfida sia più che altro diventare “ambassador degli utenti” all’interno dell’azienda, promuovendo i vantaggi, sia in termini di business che non, che questo comporta, e facendo diventare gli strumenti di test e di ricerca utente sempre più familiari all’interno delle realtà aziendali. Per riuscire a fare questo è fondamentale promuovere il dialogo interdisciplinare e democratizzare il design e gli strumenti a disposizione, con sessioni di co-design in cui coinvolgere tutte le realtà aziendali che contribuiscono alla creazione dei prodotti digitali.

 

Quali sono gli aspetti chiave da considerare quando si progetta un prodotto digitale?


Oggi siamo circondati da prodotti digitali, e i touchpoint e le tecnologie con cui questi si presentano nella nostra quotidianità sono sempre più fluidi e diversificati. Per questo motivo ritengo che accanto agli aspetti chiave più “tradizionali” e conosciuti da tenere in conto quando si progetta, sia necessario, oggi più che mai, ampliare i nostri punti di attenzione come progettisti, verso tematiche nuove e ancora – purtroppo- poco esplorate.

Tra queste spiccano sicuramente l’accessibilità e l’inclusione, ovvero come garantiamo un’esperienza “universale” e “democratica” dei prodotti che progettiamo; ed ancora il tema della sicurezza informatica, che oggi assume un ruolo di rilievo vista la digitalizzazione che stiamo vivendo. Quest’ultimo tema porta con sé un altro fondamentale aspetto chiave da tenere in considerazione che è quello del “dato”, della sua gestione e di come questo può aiutarci a creare prodotti sempre più data-driven. 

Per ascoltare l’intervento di Oriana, non perdere l’occasione di partecipare al WomenX Impact Summit 2023.