Per il quarto anno consecutivo Recensioni in Rosa si fa condizionare dal clima natalizio! Come da tradizione, Alessandra Carminati ci intrattiene con una puntata della sua rubrica che risente moltissimo dell’atmosfera festiva, suggerendoci (e offrendone una breve recensione) alcuni libri che potremmo regalare, o regalarci, per Natale. Libri di generi tra loro molto diversi e che, proprio per questo, possono soddisfare gusti eterogenei.
Quante volte ci ritroviamo a correre frenetici alla ricerca del regalo di Natale perfetto, senza avere però la minima idea di cosa stiamo davvero cercando?
E a chi non è mai capitato di ritrovarsi in una libreria addobbata, tra luci sfavillanti e nastri colorati, pensando che magari un buon libro potesse essere la soluzione ai propri problemi?
Però…. ammettiamolo, spesso capita anche che, tra mille titoli e diecimila nuove uscite non sappiamo neanche da che parte girarci e acquistiamo un libro solo perché “è appena uscito” o “è primo in classifica”, senza sapere bene di cosa parli o, ancora peggio, se sia adatto alla persona a cui vorremmo regalarlo.
Ma niente paura, anche quest’anno ecco pronta la “puntata natalizia” della mia rubrica, un momento come sapete molto speciale per me, qualcosa a cui tengo tanto.
Perché se regalare (o regalarsi) un libro a Natale è sempre un’ottima idea (sarà forse per l’atmosfera perfetta che invita al relax e alla lettura, magari accompagnati da una bella tazza di cioccolata calda), penso sia altrettanto importante sapersi “muovere sicuri tra gli scaffali” o, più precisamente, farsi un’idea di quello che c’è in giro, di quello che il panorama letterario offre, prima di acquistare presi solo dalla fretta di completare la nostra lista dei regali.
Ecco quindi che, anche stavolta, mi permetto di presentarvi in un’unica recensione più libri. Libri che per motivi diversi ho amato (l’ordine in cui li propongo è, lo ripeto sempre, casuale), e che appartengono a generi tra loro anche molto differenti, con la speranza che possano soddisfare gusti diversi e, perché no, magari aiutarvi nella scelta del titolo perfetto.
Chi mi segue sa che sono una lettrice onnivora, leggo davvero di tutto, e condividere questa passione attraverso la mia rubrica mi rende orgogliosa e felice, soprattutto a Natale.
Non mi resta quindi che augurarvi buona lettura e, dal profondo del cuore… Buon Natale!!!

1.“La prima bugia vince” di Ashley Elston
Un libro originale, una protagonista a dir poco camaleontica, abituata a mentire, a interpretare ruoli diversi a seconda di quello che il suo misterioso datore di lavoro, tale Mr. Smith, le chiede di fare.
Evie Porter sembrerebbe avere finalmente conquistato la vita perfetta: un fidanzato amorevole, ricco e di successo, una casa invidiabile, buoni amici con cui passare il tempo ma… le apparenze ingannano. Evie Porter infatti non esiste, è di fatto una delle tante identità che Lucca Marino (questo il vero nome di Evie) ha assunto negli ultimi anni (e anche stavolta il suo è uno scopo ben preciso, deve indagare su Ryan, il suo fidanzato inconsapevole ma, forse, non troppo onesto).
Immaginiamo quindi il suo stupore quando, durante una cena tra amici, si presenta una sconosciuta che sostiene proprio di chiamarsi Lucca Marino.
Se c’è una cosa che Evie ha imparato nel suo “mestiere” è che certe coincidenze sono troppo strane per essere davvero tali.
Per Evie si tratta della dimostrazione lampante che Mr. Smith la sta mettendo alla prova, in fondo sa che non è contento di come lei si è comportata durante gli ultimi incarichi…forse vuole definitivamente sbarazzarsi di lei?
Ma Evie non si lascia spaventare facilmente, ora si tratta “solo” di giocare d’astuzia e di scoprire finalmente chi sia Mr. Smith per poter essere un passo avanti a lui nel gioco, uscirne vincitrice e, soprattutto, ancora viva.
Lettura molto avvincente che alterna passato (i primi incarichi di Evie, la sua storia, le sue identità passate e le destrezze che le hanno permesso di crearsi una rete di fiducia esterna al suo datore di lavoro) e presente in un susseguirsi di colpi di scena e sorprese, fino al finale veramente ben congegnato.
Consigliato a chi apprezza una trama veloce, mai banale, e a chi cerca una protagonista/eroina fuori dai soliti e prevedibili schemi.
2.“I’ll Stop the World. Fermerò il mondo” di Lauren Thoman
Un romanzo che attraversa epoche e generi diversi (un po’ mistery, un po’ fantascienza, un po’ romanzo Young Adult) con una semplicità e una fluidità notevoli.
Justin è un adolescente moderno che non ha grandi aspettative sul futuro, si reputa poco brillante e la sua complicata situazione familiare non lo aiuta di certo a essere ottimista.
Frequenta il liceo che porta il nome dei suoi nonni, entrambi morti durante un incendio sviluppatosi proprio nell’edificio scolastico anni prima, e ha una cotta per quella che ritiene essere la sua unica vera amica.
Fin qui niente di particolare, Justin sembra un ragazzo come tanti in una situazione come tante ma, di colpo, la sua vita cambia e si ritrova catapultato nel passato, più precisamente nel 1985, proprio pochi giorni prima dell’incendio che avrebbe ucciso i suoi nonni.
È proprio nel passato che conosce Rose e, con il suo aiuto, cercherà di capire cosa stia succedendo e se davvero ha la possibilità di evitare una tragedia.
Non sarà facile, si tratta non solo di tentare di modificare il passato in una letterale “corsa contro il tempo” ma di capire anche chi abbia davvero appiccato l’incendio e perché… Forse c’è più di un crimine irrisolto in ballo..
Colpi di scena, ribaltamento di prospettive e un finale che rimette magicamente a posto tutti i tasselli del puzzle, anche quelli più complicati da comprendere.
Inizialmente la lettura scorre un po’ lenta, difficile conciliare i diversi piani temporali che si alternano ma, poi, l’azione si stabilizza e la trama scorre veloce e adrenalinica.
In parte il ritorno di Justin nel passato può ricordare “Ritorno al futuro”, soprattutto il primo capitolo della saga cinematografica, ma “I’ll Stop the World. Fermerò il mondo” è una storia originalissima sia nella prospettiva che nelle riflessioni che affronta attraverso i discorsi tra Justin e Rose.
Lettura consigliata a chi ama i viaggi nel tempo e a chi ama ricomporre trame complicate attraverso dettagli che si incastrano alla perfezione tra loro.

3.“Story or Die. O racconti o sei fuori.” di Lisa Cron
Una lettura consigliatissima a tutti gli appassionati di storytelling. Un manuale utile, pratico, capace di farci approfondire l’importanza del saper raccontare, e decodificare, storie strutturate grazie anche al ricorso a casi studio di successo.
Bellissima anche la prefazione di Valentina Falcinelli, quasi una “storia nella storia” che fin da subito ci fa venire voglia di immergerci nel libro di Lisa, solleticando la nostra curiosità e riempiendoci di aspettative, che la lettura soddisfa pienamente.
Consigliato sia a chi ama l’argomento, sia a chi si vuole avvicinare per la prima volta alla materia. Esempi pratici, spiegazioni chiare, neuroscienze applicate allo storytelling per creare narrazioni coinvolgenti… tutti questi elementi, combinati insieme, rendono lo stile della Cron estremamente scorrevole e permettono di recepire concetti chiave e suggerimenti utili con estrema velocità.
4.“Ti ricordi di Sarah Leroy?” di Marie Vareille
Tornare a Bouville-sur-Mer, piccola località turistica che si affaccia sulla Manica, è per Fanny una specie di incubo, potendo scegliere ne avrebbe volentieri fatto a meno.
Purtroppo non può opporsi alla decisione della sua direttrice che le ha richiesto espressamente un articolo che ripercorra una vicenda a Fanny fin troppo familiare: la scomparsa di Sarah Leroy, avvenuta vent’anni prima.
I tempi sono maturi per riportare a galla il caso, tanto più che è prevista la scarcerazione di quello che a suo tempo era stato accusato essere l’assassino della ragazza (benché il cadavere di Sarah non sia mai stato ritrovato). Battere il ferro finché è caldo, riavvicinarsi al cuore della storia sembra quindi la perfetta occasione per il giornale per cui lavora Fanny, e chi meglio di lei può occuparsi del reportage?
Sarah era la migliore amica di Angélique, la sorella minore di Fanny, o almeno lo era stata per un lungo periodo prima che le due ragazze si allontanassero a causa di un litigio mai chiarito del tutto.
Ormai rassegnata a riaffrontare la sua città natale, sua sorella e tutto quello che credeva di essersi lasciata alle spalle, Fanny pensa di cavarsela con articoli scarni e neanche troppo approfonditi ma non ha calcolato la presenza della figliastra Lilou, più o meno “costretta” ad accompagnarla a Bouville-sur-Mer. Lilou si appassiona al caso di Sarah e cerca di capire cosa sia veramente successo alla ragazza.
Chi sono le “Disincantate”? Che ruolo ha avuto Angélique nella scomparsa di Sarah? E Jasmine e Morgane? Il fratellastro di Sarah, il ragazzo apparentemente perfetto e amato da tutti, è davvero il colpevole?
Attraverso la ricostruzione di ricordi perduti o dimenticati, angolazioni e prospettive diverse (dovute ai punti di vista dei diversi personaggi), un intrecciarsi di passato e presente, pian piano si comprendono davvero i fatti che hanno portato alla scomparsa di Sarah e ci viene svelata una verità sorprendente.
Un romanzo intenso che parla di amicizia, di “sorellanza”, di coraggio e di capacità di affrontare sfide impossibili.
Una lettura consigliatissima a chi crede nella forza della vera amicizia, quella che sfida il tempo e le difficoltà.

5.“Tutti conoscono tutti” di Francesca Mautino
Secondo romanzo di Francesca Mautino con protagonista Valentina Bronti (il primo, “Qualcuno che conoscevo” lo trovate recensito da me qui).
Stavolta la nostra eroina si ritrova in un momento di impasse: la relazione con il compagno Marco (padre tra l’altro delle sue tre gemelle) è in crisi, la prevista seconda puntata del suo podcast sui crimini irrisolti viene continuamente posticipata perché lei non ha abbastanza materiale per poter indagare e, chissà, risolvere il caso… Insomma, le difficoltà non mancano.
Certo, difficile ripetere il successo della sua prima indagine, nata per caso ma che l’ha vista riuscire a sbrogliare una matassa complicata, risolvendo un vero e proprio cold case.
Eppure Torino anche stavolta sembra venirle incontro, aiutarla… Una città che dovrebbe essere grande ma dove in fondo “tutti conoscono tutti” e che, proprio grazie a questa dimensione quasi da piccola comunità, permette a Valentina di incappare letteralmente in un altro caso irrisolto, legato al suo passato e alle sue amicizie più di quanto avrebbe potuto immaginare.
Anche in questo secondo romanzo ho apprezzato il modo in cui Francesca Mautino riesce a dar vita a personaggi estremamente credibili e autentici, con le loro zone d’ombra, i pregi e i difetti.
Valentina è ben lungi dall’essere perfetta, ancora non ha capito bene cosa vuole dalla vita e si trova ad affrontare situazioni a volte comiche (le sue gemelle sono veri e propri terremoti), a volte complicate, cercando ogni volta di dare il meglio di sé (o almeno provandoci).
Facile parteggiare per lei e sperare che riesca a fare chiarezza tra i suoi mille dubbi.
Un personaggio che ci sembra di conoscere e svelare un pezzo alla volta, magari un prossimo libro ci mostrerà un nuovo aspetto del suo carattere…
Lettura consigliata a chi ha già apprezzato la prima avventura di Valentina Bronti, anche solo per capire meglio quanto accade in questo secondo romanzo.
6.“The Waterfall” di Gareth Rubin
Gareth Rubin ormai è abituato a stupire i suoi lettori, non è la prima volta che parlo di lui nelle mie recensioni, ma stavolta credo si sia superato.
“The Waterfall” è letteralmente quattro libri in uno e si legge come un vero rompicapo, tanto che, di volta in volta, si deve capovolgere o ruotare il libro per leggere la storia successiva.
Si parte con William Shakespeare, alle prese con la scomparsa del suo amico Christoper “Kit” Marlowe e con un mistero capace di mettere in dubbio tutte le sue (e non solo sue) certezze. Ci ritroviamo a seguire mastro Shakespeare in Olanda, tra vicoli sconosciuti e incontri incredibili e pericolosi ma, poi, apparentemente senza aver risposto ad alcuna domanda, il racconto in prima persona di Shakespeare si interrompe, lasciando il dubbio che la storia sia ben lungi dall’essere realmente conclusa.
A questo punto, ruotando il libro, passiamo a un racconto dal sapore gotico, ambientato in Inghilterra a fine Ottocento, in una strana residenza popolata da personaggi ancor più strani e inquietanti. Cambia il punto di vista, e ovviamente il narratore, ma ecco che ricompare il libro di Shakespeare, che sembra essere la chiave per risolvere un nuovo mistero. Coincidenza? Stranezza?
Un delitto, un colpevole smascherato ma la storia continua e ci porta, con un altro ribaltamento, nella Venezia degli anni Trenta del secolo scorso. Nuovi personaggi, nuovo narratore (anzi, narratrice), toni molto più brillanti ma ancora un caso di omicidio che si ricollega (incredibilmente) al racconto precedente.
Fino ad arrivare alla quarta e ultima storia, che rivede tra i protagonisti Ken Kourian (chi ha letto “The Turnglass” sicuramente se lo ricorderà) alle prese con un omicida che mette in scena una serie di delitti ispirati a tutti quelli apparsi nelle storie precedenti.
Rubin stavolta si dimostra capace di giocare perfettamente con la cosiddetta “mise en abyme”, la tecnica narrativa che colloca all’interno di un’opera una sua miniatura, per questo ogni storia rimanda alla precedente, in qualche modo la riassume o la distorce anche… pazzesca, una lettura davvero pazzesca.
Consiglio il romanzo a chi ha già apprezzato “The Turnglass” o a chi non si fa scoraggiare dai rompicapi perché qui, davvero, è difficile capire, tra cambi di punti di vista, di narrazione e di storie, dove l’autore voglia andare a parare.

7.“L’ultimo segreto” di Dan Brown
Ultimo romanzo di Dan Brown con protagonista Robert Langdon (e il suo immancabile orologio di Topolino).
Ormai ci sembra di conoscere Langdon, quasi fosse un amico o un vicino di casa particolarmente famoso, soprattutto dopo che abbiamo letto le sue avventure in giro per il mondo, spesso in corsa contro il tempo e alla ricerca spasmodica di risolvere l’ennesimo enigma o rompicapo, tra simboli misteriosi e segreti da svelare.
Stavolta l’azione ci porta a Praga, dove Langdon ha accompagnato la collega Katherine Solomon, esperta in scienze noetiche.
Sembrerebbe un viaggio di routine ma ben presto Langdon si ritrova invischiato in una serie di eventi complicati, tra enigmi da risolvere (si sa, quelli sono il suo pane quotidiano), misteriosi individui mascherati da Golem, delitti e un libro (scritto proprio dalla Solomon) che dovrebbe sconvolgere per le sue rivelazioni sconcertanti, e che qualcuno non vorrebbe venisse pubblicato.
Interessi contrastanti, azione che cambia alla velocità della luce, tanti (forse troppi) personaggi che, a volte, rallentano un po’ lo scorrimento della trama..
Insomma, decisamente tanta carne al fuoco e tanti spunti estremamente attuali (anche se alcuni forse solo sfiorati, non proprio approfonditi).
Se la scrittura di Dan Brown è sempre una certezza (schemi narrativi e struttura sono impeccabili), è anche vero che ho trovato questo romanzo per certi versi un po’ troppo “dispersivo”.
A mio parere alcune parti potevano essere tagliate senza nulla togliere alla trama ma, anzi, rendendola sicuramente forse un tantino più snella e godibile.
Resta ovviamente una lettura imperdibile per chi ama Dan Brown e ha già letto tutti i libri che vedono Robert Langdon come protagonista.
8.“Racconti di Natale” di Charles Dickens
Un classico. Scritti tra il 1843 e il 1848, e pubblicati in un unico volume nel 1852, i “Racconti di Natale” di Charles Dickens (il più conosciuto tra questi è sicuramente il “Canto di Natale”) offrono uno straordinario ritratto della società dell’epoca e delle sue contraddizioni.
Eppure, quello che davvero li rende ancora oggi amati e apprezzati è la loro capacità di trasmettere la dolcezza e la poesia del Natale, la sua magia, la sua atmosfera…
La casa editrice Rusconi li ripropone in un’edizione davvero natalizia, con una grafica d’effetto e molto elegante (copertina bianca, abeti verdi, una palla di Natale che racchiude al suo interno nome dell’autore e titolo…) perfetta per un regalo originale e classico al tempo stesso.
Ma, a essere sincera, sono davvero tante (anzi, tantissime) le edizioni disponibili dell’opera di Dickens, una più curata dell’altra, c’è l’imbarazzo della scelta. A chi vorrebbe cimentarsi con la lettura in lingua originale, ad esempio, consiglio “Dickens at Christmas”, della Vintage Classics, che raccoglie, oltre ai già citati celebri racconti, anche quelli che l’autore scrisse per le edizioni speciali dei periodici “All the Year Round” e “Household Words”, più un racconto festivo tratto da “The Pickwick Papers”.
Intramontabili.

9.“Misteri, delitti e sale da tè. The Busybody Book Club” di Freya Sampson
Una lettura che definirei deliziosa, di quelle che ti lasciano con un sorriso e un senso di leggerezza. Ci troviamo catapultati in un paesino della Cornovaglia e qui, all’interno del locale centro ricreativo, facciamo la conoscenza con uno strampalatissimo club del libro e con i suoi partecipanti, rappresentanti di un’umanità che più svariata di così non si può.
La responsabile del club è Nova, una giovane amante degli abiti vintage e un po’ sognatrice, in fuga dal caos di Londra (e da un’esperienza che l’ha turbata) e alle prese con i preparativi delle sue nozze e con la pesantezza della futura suocera.
I partecipanti al club sono pochini (siamo pur sempre in un piccolo centro abitato): abbiamo Arthur, un anziano contadino grande e grosso, che partecipa alle riunioni per farsi ispirare da nuove letture da leggere poi alla moglie, appassionata di romanzi rosa a sfondo storico, poi c’è Ash, un adolescente timido e impacciato fan accanito di Star Wars, e infine Phyllis, la classica “vecchietta diabolica e piena di energie” accompagnata perennemente dal suo fedele cane, una vera e propria amante di Miss Marple e dei gialli di Agatha Christie (tanto da vedere crimini e misteri ovunque).
A loro si è aggiunto di recente Michael, un uomo di cui ancora si sa poco e che, proprio durante una riunione del club, scappa via in fretta e furia, lasciando perplessi un po’ tutti.
Il giorno dopo si scopre un furto di diverse sterline (che avrebbero dovuto servire a riparare il tetto del centro ricreativo) e Michael potrebbe esserne il responsabile.
Solo che… Michael è scomparso e non è tutto, una serie di nuovi dettagli (compreso quello che pare essere un omicidio) sembra complicare una situazione già di per sé ingarbugliata.
Ma qui entrano in gioco i nostri improbabili ma adorabili eroi, ognuno con le sue idee e le sue capacità. Insieme aiuteranno Nova a venire a capo del mistero, salvare il centro e raddrizzare i torti.
Umorismo, colpi di scena, personaggi ben caratterizzati (e di ognuno di loro si scoprirà qualcosa di inaspettato), un ritmo piacevole e una buona dose di originalità.
Ingredienti perfetti per una lettura adatta a tutti, capace di sorprendere, di far ridere e di intrattenere. Si legge davvero tutto d’un fiato.
10.“È andata bene, ragazzino” di Anthony Hopkins
Secondo il New Yorker, tra i migliori libri del 2025.
Anthony Hopkins è indubbiamente uno degli attori più bravi e talentuosi di sempre, ma in questo toccante memoir riusciamo a conoscere l’uomo dietro la leggenda.
Dalla difficile infanzia in Galles alla scoperta del teatro come mezzo per vincere la timidezza, l’autore ci racconta sia i momenti belli della sua vita che quelli brutti (le dipendenze, le fragilità personali, le cadute…) e lo fa con estrema onestà, in tono semplice, senza ricorrere a inutili fronzoli o giochi di stile.
Una lettura interessante che alterna aneddoti seri ad altri più ironici, toccando le diverse sfumature della personalità complessa di Hopkins.
Si parla anche dei suoi ruoli più celebri, in una sorta di “dietro le quinte” che ci fa capire come abbia affrontato la preparazione di quei caratteri cinematografici che maggiormente lo hanno reso celebre.
Un libro consigliato a chi ama il cinema e a chi ha sempre apprezzato il genio di Sir Hopkins e vorrebbe conoscerne meglio la storia personale (non parliamo di gossip, attenzione, ma di un racconto intimista, quasi una chiacchierata a cuore aperto con il lettore).

11.“I sei delitti di Daphne St. Clair” di Mackenzie Common
Si odia o si ama. Difficile una via di mezzo.
Daphne St. Clair è un personaggio che ho fatto fatica a inquadrare fino alla fine del libro.
Anziana novantenne ricoverata presso una casa di riposo ma ancora arzilla decide all’improvviso di costituirsi per l’omicidio del suo ultimo fidanzato (un altro paziente della casa).
Bizzarro visto che, considerata l’età avanzata, nessuno aveva lontanamente sospettato che la morte dell’uomo fosse avvenuta per cause non naturali.
Ma Daphne rivendica l’omicidio e non solo… si dichiara colpevole di diversi omicidi avvenuti nel corso degli ultimi settant’anni.
Omicidi mai ritenuti tali (erano passati tutti per incidenti) e apparentemente scollegati tra loro.
Perché farlo ora? Perché accusarsi? E chi è davvero Daphne?
Una vittima? Una serial killer? Una vedova nera?
Compito della giornalista/podcaster Ruth Robinson è quello di ricomporne la storia attraverso una serie di interviste.
Il rapporto tra Ruth e Daphne non è facile, Ruth stessa sembra avere un movente ben preciso per voler intervistare la donna…
Un pezzo per volta scopriamo la storia di Daphne, dalla giovinezza in Canada in estrema povertà alla fuga a New York… la seguiamo mentre cambia identità come si cambierebbe un abito che va stretto, lasciandosi alle spalle una scia di delitti compiuti per i motivi più disparati.
Intanto il podcast di Ruth attira attenzione da più fronti (si alternano nel romanzo anche pagine che raccolgono i “commenti” degli ascoltatori, o persino estratti di “blog” che suggeriscono outfit modaioli ispirati alla figura di Daphne durante le varie fasi della sua vita) e questo crea non pochi problemi alla giornalista.
Libro particolare, sia nella trama che nella caratterizzazione dei personaggi, fino all’ultima pagina è difficile incasellare Daphne o comprenderla.
Un paio di colpi di scena ben congegnati ci sveleranno non solo le sue motivazioni ma permetteranno anche a Ruth di risolvere molti suoi problemi (e forse di capire un po’ di più anche Daphne).
Consigliato per la sua originalità e per la capacità dell’autrice di creare un personaggio davvero unico e singolare nel suo genere.
12.“Usa il cervello prima che lui usi te” di Paolo Borzacchiello
Un vero e proprio manuale di autodifesa cognitiva (come indicato anche nel sottotitolo).
Paolo Borzacchiello è uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica, nonché divulgatore e autore sul tema delle interazioni umane e del linguaggio.
In questo suo ultimo libro parte da una panoramica sul contesto attuale, che ci vede sempre più delegare alle macchine ciò che potremmo fare tranquillamente noi, con il risultato non troppo incoraggiante di faticare sempre più ad articolare idee e concetti (problema rilevato soprattutto nelle nuove generazioni).
Eppure secondo l’autore si tratta di una rotta che possiamo ancora invertire e con questo libro si propone di fornirci qualche “dritta” che ci possa aiutare a tenere la mente attiva (e attenta).
Lettura molto piacevole in cui troviamo anche divertenti dialoghi immaginari tra protagonisti del nostro cervello quali la corteccia prefrontale, l’amigdala, la dopamina, il cortisolo, la serotonina… in costante lotta tra loro.
Situazioni quotidiane, in cui possiamo riconoscerci, viste attraverso questi “dialoghi” che ci aiutano a comprendere meglio alcuni meccanismi inconsci che non sappiamo neanche di attivare.
Ci sono anche esempi di esercizi da mettere in pratica che hanno lo scopo di invitarci a “usare il cervello”, destreggiandoci tra varie trappole mentali.
Ideale per chi ama o già conosce l’autore, ma anche per chi vuole avvicinarsi alla “materia”, scoprendo in modo divertente quelle dinamiche mentali che entrano in gioco nelle situazioni apparentemente banali di ogni giorno.

13.“Sull’isola con l’assassino” di Alexandra Benedict
Eccoci arrivati ad Alexandra Benedict. Per il quarto anno consecutivo l’autrice ci regala un giallo per Natale e quindi, per il quarto anno consecutivo, si guadagna un posto nelle mie recensioni natalizie.
Dopo “A cena con l’assassino” (2022), “In treno con l’assassino” (2023), “Quattro delitti prima di mezzanotte” (2024) quest’anno il giallo “natalizio” ha come titolo “Sull’isola con l’assassino”.
Interessante notare come stavolta torni come protagonista l’appassionata di enigmistica Edie O’Sullivan, incontrata per la prima volta lo scorso anno in “Quattro delitti prima di mezzanotte”.
Gli ingredienti sono quelli del giallo classico: remota isola scozzese, un hotel che diventa presto una sorta di gabbia lontana dalla civiltà, un omicidio, il killer che si nasconde evidentemente tra gli ospiti…
Decisamente molti elementi della trama (inutile svelare quali) mi hanno riportato alla mente “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, persino la protagonista, la nostra Edie, nel risolvere l’enigma ricorda molto un po’ Poirot e un po’ Miss Marple.
Se gli enigmi, a differenza dei libri precedenti, sembrano avere un ruolo leggermente più marginale è indubbio che le “regole” e la struttura del giallo classico siano decisamente rispettate.
Lettura perfetta per chi ama una buona suspense e per chi ormai non vuole farsi mancare l’appuntamento con il giallo natalizio della Benedict.
14.“La libreria dei delitti” di Jennifer Gladwell
Londra di fine anni Venti. Lucy Darkwether è la proprietaria di una piccola libreria, una giovane donna con una laurea in storia antica a Oxford (ha annullato un fidanzamento per potersi laureare e seguire le sue ambizioni) e la passione per l’egittologia.
Quando è il proprietario del locale di fianco al suo ad aggiudicarsi l’esposizione di una mummia ritrovata a seguito di una recente spedizione, Lucy non può non essere in parte delusa.
Tuttavia, la sera dell’esposizione, viene ritrovato un cadavere e Lucy riceve un misterioso biglietto che sembra volerla coinvolgere, suo malgrado, in prima persona.
Ecco quindi che la ragazza si decide a indagare, non senza creare qualche scompiglio e una leggera diffidenza, per cercare di sbrogliare la matassa.
Personaggi dotati di una certa ironia (che aiuteranno Lucy quasi fossero proprio la sua personalissima squadra di detective), una protagonista a suo modo moderna, un ritmo serrato e atmosfere coinvolgenti.
Lettura perfetta per chi ama i gialli del genere “cozy crime storico” e cerca una protagonista originale e curiosa.

15.“The Knight and the Moth” di Rachel Gillig
Rachel Gillig è salita alla ribalta con il suo romanzo d’esordio “One Dark Window” (primo di una duologia e seguito a ruota dalla sua conclusione, “Two Twisted Crowns”).
“The Knight and the Moth” è la sua ultima fatica letteraria (anche in questo caso risulta essere il primo volume di una duologia), e anche stavolta l’autrice ci porta in un universo fantasy dai toni piuttosto dark.
Sei è una delle divinatrici della cattedrale di Aisling. La ragazza (il cui vero nome è Sybil) è capace, immergendosi nella fonte sacra della cattedrale, di ricevere visioni dagli Omen, le divinità che governano il regno.
Come le sue cinque compagne attende il giorno in cui i loro dieci anni di servizio alla cattedrale finiranno e potranno tutte tornare a una vita normale, alla libertà.
L’arrivo del nuovo giovane sovrano alla cattedrale, però, darà inizio a una serie di eventi che vedranno Sei fuggire dalla cattedrale alla ricerca delle compagne scomparse (e di risposte).
La giovane inizierà così un viaggio, accompagnata da cavalieri scettici e gargoyle piagnucolosi, un viaggio che la vedrà pian piano riappropriarsi della sua identità e scoprire verità terrificanti, e la costringerà ad affrontare una realtà molto più dura di quanto avrebbe mai potuto credere, rimettendo in discussione tutte le sue credenze.
Se alcuni aspetti della creazione dell’universo di “The Knight and the Moth” possono sembrare un po’ semplicistici (qualche lacuna, qualche illogicità, una geografia un po’ approssimativa..), è altresì vero che l’autrice conferma la sua abilità nel creare atmosfere gotiche e suggestive.
Un paio di spunti interessanti restano sospesi (d’altra parte ci sarà un seguito che dovrebbe, si spera, svilupparli e chiarirli…) ma nel complesso la lettura è scorrevole e abbastanza piacevole.
Adatto a chi non si fa scoraggiare da un libro non autoconclusivo e ricerca un’ambientazione fantasy diversa dal solito.
Inoltre, l’edizione si presenta molto curata per quanto riguarda la grafica (la copertina ricorda vagamente un quadro preraffaelita, e i bordi sono dipinti e lavorati come va molto di moda nelle pubblicazioni più recenti) con in più un segnalibro interno che è davvero bello.
Bene, concludo qui la mia lista di suggerimenti… Spero possa esservi utile e vi aiuti a immergervi nel magico mondo della lettura!
Buone Feste!!!!!
Alessandra Carminati
